Home > Allevare > Ricerca per argomento > Programma Problem Solving > Acidosi ruminale

Definizione

 

Disturbo digestivo causato dall'abbassamento del pH ruminale (valore fisiologico tra 6,5 e 6)

 


QUANDO

  • Elevato consumo di concentrati in presenza di poca fibra e di scarsa qualità
  • Brusco passaggio da razione fibrosa ad una ricca di concentrati
  • Sindrome tipica delle vacche da latte ad alta produzione e dei bovini da carne

COME

  • Dimagrimento
  • Calo della % di grasso nel latte
  • Forma acuta: meteorismo, diarree
  • Scarsa ruminazione (al riscontro visivo ruminano meno del 50% degli animali)
  • Rilevazione possibile anche con RuminActTM

PERCHÉ

  • Aumento troppo rapido del livello di concentrati nella dieta
  • Carenza di fibra strutturata
  • Eccesso di zuccheri ad alta fermentescibilità
  • Demiscelazione unifeed

 

Strategia di controllo

 

  • Applicare una strategia specifica alimentare per il Close-up
  • Bilanciare l’uso di carboidrati fermentescibili
  • Aumento graduale della concentrazione della razione nella prima fase di lattazione
  • Rispettare i fabbisogni di NDF, fibra, ADF, amido
  • Controllare la ruminazione nei primi giorni di lattazione
  • Stimolare l’assunzione di sostanza secca
  • Tamponare rumine ed intestino
  • Nel caso di alimentazione tradizionale frazionare la somministrazione di concentrati

Interventi alimentari (vacche in lattazione)

 

1. Prevenire gli stati di acidosi ruminale somministrando prodotti specifici:

 

per l’intera lattazione (o ciclo di allevamento)

  • LINEA BASIC - farina

per somministrazione individuale

  • BEVERONE - farina - lievito vivo, lievito spento, Aspergillus oryzae, acidi organici, carnitina e vitamine del gruppo B
  • REIDRA-TONIC EXCELLENCE - farina - lieviti vivi, spenti, vitamine e zuccheri da somministrare immediatamente dopo il parto

2. Fornire parte dell’energia con grassi ad alto by-pass ruminale:

  • LINEA FAT: FAT PLUS e FAT H- farina - grassi saponificati e idrogenati

3. Somministrare prodotti in grado di stimolare l’attività ruminale. Impiegare lieviti vivi che contribuiscono a ridurre il calo di pH ruminale, stimolando i batteri che consumano acido lattico:

  • LIEVITALIS - farina - lieviti vivi e spenti che stimolano la fermentazione della fibra
  • LIEVIVI NAT PLT - pellet - lieviti vivi in pellet, ad efficace azione antiacidogena
  • RIMODULO EXCELLENCE - farina - lievito vivo, Aspergillus oryzae ed acido malico

Considerazioni

Oltre a verificare che non vi sia l’inversione grasso/proteina nel latte, classico indice di acidosi ruminale, è possibile anche ipotizzare l’insorgenza di questo disturbo digestivo rilevando la presenza di fibra indigerita nelle feci. Quando il pH ruminale cala sotto la soglia fisiologica, si evidenzia nelle feci un aumento della quantità di fibra indigerita (vedi figura, setaccio al centro). L’impiego di lievito vivo inserito ad esempio in Siner-Tek oppure in Lievivi Nat Plt, contribuisce a regolarizzare il pH ruminale in razioni ottimizzate. Per questo Sivam mette a disposizione degli allevatori, oltre alla propria esperienza, anche un’ampia gamma di prodotti molto efficaci come evidenziato dagli innumerevoli allevatori che ne hanno fatto e ne fanno attualmente uso.

Conferme dal campo - Az. Agricola San Giovanni

CONDIVIDI:

S.I.V.A.M. Societą Italiana Veterinaria Agricola Milano S.P.A. - via 25 Aprile, 4 26841 Casalpusterlengo (LO)
iscrizione camera di commercio di Lodi - R.E.A. N° LO-1087361 - P.Iva 06290050159 - sivam@pec.sivamspa.it - info@sivamspa.it