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Il Sale di Sivam

Storia della Società Italiana Veterinaria Agricola Milano

storia Sivam


In principio era il Butter

 

Sivam nasce all'inizio degli anni trenta, in un momento in cui agricoltura e zootecnia erano fortemente impegnate ad aumentare la disponibilità di cibo per l'uomo e a contrastare i diffusi fenomeni di malnutrizione. Alla base ci fu la grande intuizione che la "quantità" degli alimenti zootecnici, foraggi e mangimi, era una condizione necessaria ma non sufficiente per una produzione ottimale. Occorreva pensare alla "qualità" della razione e aggiungere alcune sostanze allora poco conosciute, ma che si riveleranno poi indispensabili: i sali minerali e le vitamine.

Gli avventurosi esordi ruotano attorno alle figure di due capistazione appassionati di agricoltura: Carlo Tonani e Carlo Masoero.
Il Deu Mo è stato uno dei primi prodotti. Era un integrativo alimentare a base di fermenti lattici, che aumentava il rendimento in peso e in carne dei suini, preservandoli dalle malattie intestinali. Ma il primo grande successo commerciale fu il Butter Jodantran, un prodotto fortemente innovativo. La presenza delle vitamine liposolubili lo rendeva efficace contro anemia, rachitismo e deficienze costituzionali.

Sivam diventa industria

Dopo la fine della seconda guerra mondiale l'attività riprende con slancio e ben presto si avvertì la necessità di potenziare la capacità produttiva e nello stesso tempo unificare le sedi delle diverse attività: Pontenure (Deu Mo, Butter, Vigorlat), Arcore (sali minerali) e Milano (preparati veterinari). 

A Corno Giovine, un piccolo centro della bassa lodigiana, viene acquistata una superficie edificabile di circa 5000 mq e in breve sorge un piccolo ma moderno complesso industriale.
Lo stabilimento viene inaugurato nel 1949. La capacità produttiva di Deu Mo e Butter Jodantran è più che raddoppiata. Nello stabilimento di Corno Giovine sono istallati nuovi impianti per la produzione degli integratori minerali e dei rulli di sale.
A quel tempo molti erano i problemi degli allevatori: un tema importante era lo svezzamento di vitelli e in particolare l'allattamento artificiale. Nel 1948 Sivam mette a punto il Lactosivam, che sostituisce il latte materno già all'ottavo giorno dalla nascita del vitello. Un altro problema fondamentale per gli allevatori era la conservazione dei foraggi, soprattutto durante i mesi invernali. Sivam presenta il Silosal, un prodotto specifico per foraggi secchi e insilati, che migliora notevolmente le caratteristiche nutrizionali grazie al contenuto bilanciato di sali minerali.

Gli incredibili anni 50

Sono anni di crescita tumultuosa. Nel 1951 viene presentato l'Oleostar, un integratore per ruminanti assai innovativo, messo a punto dai due scienziati zootecnici più importanti dell'epoca: i Professori Usuelli e Piana. 

L'esigenza di comunicare agli allevatori le novità tecniche portò alla creazione del "Gazzettino dell'Allevatore". Un periodico mensile che in breve divenne un rivoluzionario "house organ", unico nel settore agricolo, con la fantastica tiratura di 70.000 copie nel periodo di massima diffusione.
Nel 1953, divenuta insufficiente la sede di corso Manforte a Milano, ne viene inaugurata una nuova e più ampia a due passi dalla Stazione Centrale.
Nell'ottobre 1953 compare per la prima volta il marchio Sivam con le tre teste: un maiale, un bovino e un cavallo. che ben accompagna le campagne pubblicitarie in giornali, riviste, fiere, eventi sportivi, come il Giro d'Italia.
A metà degli anni cinquanta si affronta un altro grande problema: quello di elevare la disponibilità di foraggi di qualità, senza aumentare le superfici a scapito di altre colture. Viene fondata la società Sivam-IES per lo sviluppo di sementi di colture foraggere. Molti anni di pazienti ricerche con essenze foraggere esotiche hanno permesso di selezionare quelle più adatte alle nostre condizioni economico-agrarie con incredibili aumenti della resa per ettaro. I famosi erbai intercalari hanno un successo strepitoso e rappresentano ancor oggi uno dei punti di forza di Sivam.
Nel 1958 c'è l'esordio nell'attività mangimistica con l'inaugurazione del mangimificio di Foligno.

Casalpusterlengo, tutto lo spazio che serve

Alla fine degli anni cinquanta la produzione a Corno Giovane avveniva normalmente su due turni giornalieri, mentre ne servivano addirittura tre nei picchi stagionali. Nel reparto di produzione dei rulli erano state aggiunte nuove presse e ormai se ne contavano una decina. La produzione di miscugli di sementi per erbaio avveniva in un impianto a Pioltello, nei pressi di Milano, e cresceva rapidamente fino ad alcune migliaia di tonnellate.

Infine, un altro grande mercato si stava sviluppando, quello delle farine lattee per l'allattamento artificiale dei vitelli.
Questa è la situazione che determina la decisione di costruire un nuovo e grande insediamento industriale, capace di sostenere la domanda di mezzi tecnici che arriva dagli agricoltori italiani. La Lombardia è sempre stata la regione con la maggior produzione di latte vaccino e ancor oggi rappresenta da sola il 40% della produzione nazionale. Prendendo una carta stradale si nota il punto in cui si incrociano due importanti "vie del latte": la via Emilia che congiunge Piacenza e tutta l'Emilia con Milano, passando attraverso Lodi, e la statale che collega Pavia a Cremona e Mantova.
Quel punto, nel comune di Casalpusterlengo, fu considerato il luogo ideale per far sorgere il più importante degli stabilimenti Sivam.
Il 5 maggio 1963, in una bella domenica di sole, viene inaugurato il nuovo stabilimento. L'impianto è fortemente innovativo per la sua concezione multifunzionale. Vi trovano posto tre tipi diversissimi di produzione: integratori, sementi foraggere e nuclei. Inoltre viene allestito un reparto per la produzione di prodotti veterinari.

Nascono nuovi mercati

Alla fine degli anni cinquanta si diffonde l'allattamento artificiale dei vitelli. Dopo lo storico Lactosivam, Sivam presenta un nuovo straordinario prodotto: l'Elvor Normandie. Si tratta di un latte artificiale frutto della collaborazione con una delle più grandi latterie d'Europa, la Società Cooperativa Elle & Vire in Normandia.
Nel nuovo stabilimento di Casalpusterlengo sono stati approntati dei moderni locali per la fabbricazione dei prodotti veterinari. Altre specialità medicinali vengono importate dall'estero da importanti case farmaceutiche. E' il caso del Tarimyl, un farmaco della Roussel, molto utile per una sicura messa in asciutta delle vacche da latte.
Nel 1967 nasce la "Sezione Fitochimica", cioè il reparto aziendale dedicato ai prodotti per la protezione e la nutrizione delle piante, settore che in quegli anni era in grandissimo sviluppo. Sempre nel 1967 viene proposto per la prima volta il sorgo da foraggio Sweet Sioux. Due anni dopo arriva una novità ancora più importante: il mais ibrido da foraggio. Vengono presentati due prodotti: il "Mais ibrido Sivam 800 fertile" e il "Mais ibrido Sivam 700 sterile". Il primo produce lunghe spighe, ricche di granella; è molto indicato per l'insilamento a maturazione cerosa.
Dalla metà degli anni cinquanta, oltre al normale consumo di spago sisal per le mietilegatrici, si sviluppò moltissimo l'impiego di spago sisal per pressaraccoglitrici di paglie e foraggi. Nel 1966 Sivam presenta il "Filo Sivam", che si differenzia per essere formato solamente da fibra lunga ed essere completamente esente da stoppe.

Si completa il progetto

Nel 1972 entra in funzione il nuovo mangimificio di Battipaglia. E' un insediamento produttivo fondamentale per lo sviluppo dell'attività di Sivam nel sud Italia. Oltre alle vacche da latte, un altro allevamento redditizio si va affermando a Caserta e Salerno, quello delle bufale per la produzione della mozzarella. Sivam mette a punto una gamma di alimenti specifica per la specie bufalina.
Negli stessi anni la passione per i cavalli fece prendere la decisione di impegnarsi profondamente in un mercato così diverso da quello degli animali da reddito. L'approccio a questo mondo non poteva essere che di tipo nutrizionale, partendo dall'idea che una sana nutrizione del cavallo è la prima condizione del successo.
Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio dei settanta vi fu una vera rivoluzione nel sistema foraggero: il trinciato integrale di mais ha un successo inarrestabile. In collaborazione con Acco Seed viene avviato un ambizioso programma di ricerca, con l'obiettivo di ottenere varietà adatte ai nostri ambienti. La ricerca comincia a dare buoni frutti e alcune varietà raggiungono i primi posti delle classifiche per produttività. Nel 1976 vengono presentati due nuovi ibridi che non potevano passare inosservati: Royal UC 6801 e Ranger UC 8701. Per quanto riguarda gli integratori, oltre ai prodotti classici, che hanno come principale obiettivo la sostenibilità delle produzioni, come il Biostar, l'Oleostar e l'integratore L.A., si rendono sempre più necessari prodotti con finalità specifiche, come Biofertil, Epatovit, Fertisalz e Kasersalz. Epatovit è destinato a ottenere un grande successo commerciale, perché protegge il fegato dell'animale dalle forzature alimentari. Biofertil è il primo integratore ad agire in modo specifico sul contrasto all'ipofertilità.
Negli anni settanta l'attività della Sezione Fitochimica è destinata prevalentemente alla protezione della vite; già allora era chiaro che la filiera vitivinicola era una delle più importanti del sistema agroalimentare italiano.

La massima diversificazione

I grandi problemi tecnici dell'agricoltura erano stati risolti e il mercato dei mezzi tecnici non cresce più con i ritmi di un tempo. Sivam, allora, fa la scelta della diversificazione estrema. Pur rimanendo in ambito agricolo e zootecnico, si impegna in mercati totalmente o parzialmente nuovi, come la soia, il girasole e le orticole. In soli due anni viene messo a punto un catalogo completo di sementi da orto per le principali specie coltivate in Italia: dall'anguria alle zucchine.
Gli anni ottanta vedono la Sivam impegnata anche con le sementi di colture industriali, alcune di antica introduzione come la barbabietola da zucchero, altre quasi del tutto nuove per il nostro paese come la soia e il girasole.
Le colture foraggere restano un punto di forza: all'inizio degli anni ottanta viene individuata una varietà, realizzata dalla società olandese Barenbrug, che presenta caratteristiche di gran lunga migliori di quelle fin qui conosciute.
Nel marzo del 1982 viene presentata per la prima volta sul Gazzettino dell'Allevatore la tecnica del "piatto unico", il cosiddetto Unifeed. Tecnica derivata soprattutto dall'esperienza degli allevatori israeliani, noti per gli altissimi livelli produttivi delle loro mandrie, Questa tecnica ha le sue basi fisiologiche nella constatazione che sensibili miglioramenti nelle fermentazioni ruminali si ottengono presentando alle bovine da latte una miscela omogenea contenente i diversi alimenti: insilato, fieno, paglia, concentrati e integratori.

Ritorno alle origini

Nell'ultimo decennio del novecento, Sivam si concentra sui settori fondamentali dell'allevamento e dell'agricoltura. Si studia una nuova immagine aziendale, dal marchio al packaging, vengono potenziati gli strumenti informatici; viene ulteriormente migliorata la qualità delle produzioni. Si prepara in sostanza ai mercati iper-competitivi del nuovo millennio.
Lo stabilimento di Battipaglia diventa uno dei mangimifici più moderni e importanti del sud Italia, capace di affrontare una domanda diversificata per tipologia di prodotto e specie animale.
Nella costante ricerca della qualità, Sivam ottiene la certificazione secondo la norma ISO 9001:2000. L'intero processo produttivo è sottoposto ad un continuo monitoraggio attraverso analisi chimiche (tradizionali e con tecnologia NIRS), biologiche e microbiologiche.
Compiendo un ulteriore passo verso la sicurezza alimentare, Sivam è stata la prima azienda mangimistica, associata ad ASSALZOO, ad aver conseguito la certificazione di conformità alla norma UNI EN ISO 22000:2005, presso il proprio stabilimento di Battipaglia. Già durante gli anni ottanta si cominciò a pensare di unificare gli uffici di Milano con quelli ospitati presso lo stabilimento di Casalpusterlengo. Inizia così una ambiziosa ristrutturazione dei vecchi uffici e di una parte dei capannoni industriali per ottenere ampi e moderni uffici, adatti a ospitare tutti gli uomini e le donne della nuova sede. Il 3 ottobre 2008 avviene l'inaugurazione dei nuovi uffici.
E' un momento importante che si ricollega idealmente alla prima inaugurazione del 1963 e rinnova, dopo 45 anni, il sogno dei fondatori: un grande e moderno impianto al servizio della agricoltura italiana.

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