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Lotta alla piralide del mais a impatto zero, grazie all'utilizzo dei droni

Anche quest’anno SIVAM offre la possibilità ai propri clienti di avvalersi della più avanzata tecnologia per la difesa del mais dagli attacchi della piralide.

 

La lotta viene effettuata utilizzando l'imenottero parassitoide Trichogramma brassicae, un insetto oofago, che neutralizza le uova delle piralide. Si tratta di insetti già presenti in natura, ma con una popolazione non sufficiente a contrastare la proliferazione della piralide del mais.

 

COME FUNZIONA?

Le uova di Trichogramma brassicae vengono confezionate in capsule di cellulosa biodegradabili, e vengono lanciate tramite un distributore automatizzato montato sul drone.

Nel giro di 12-15 giorni si sviluppa l'insetto parassitoide per la lotta biologica: la schiusa delle uova avviene in modo scalare per garantire una migliore difesa

Gli adulti di Trichogramma hanno dimensioni di circa 0,4 - 0,5 mm: si tratta di un parassitoide di lepidotteri e ha come bersagli preferenziali la piralide del mais e del peperone.
In termini di ciclo biologico, le femmine adulte di Trichogramma brassicae depongono le proprie uova all'interno delle uova di piralide: le larvette schiuderanno in circa venti giorni e si nutriranno delle larve in via di formazione del lepidottero stesso.

La dimensione del drone è di un metro per un metro e - per legge - deve essere teleguidato da un pilota diplomato Enac.

In campo il drone per il contrasto biologico alla piralide effettua passaggi aerei ogni 10 metri circa, seguendo una traiettoria a reticolo definita dal pilota tramite GPS, a pochissimi metri di altezza da terra.


VANTAGGI DALLA TECNOLOGIA

La piralide sviluppa fino a tre generazioni e, con la lotta biologica, si riesce a coprire il periodo che va da inizio luglio a fine agosto.

I risultati, ma anche i costi, sono del tutto simili a quelli dei trattamenti chimici, ma importanti sono i vantaggi:

- la distribuzione può avvenire anche se i terreni sono stati irrigati (in questo caso ad esempio le macchine operatrici tradizionali non potrebbero entrare in campo), dando la possibilità di continuare le eventuali irrigazioni fino a pochi minuti prima dell'inizio del volo.
- Totale assenza di danni fisici alle piante di mais, sempre presenti invece quando con l'utilizzo dei trampoli esiste la necessità di effettuare manovre per il cambio di direzione
- Nessuna attività su insetti utili, che continueranno a nutrirsi di insetti dannosi al mais (es. ragnetto rosso)
- impatto zero sul versante ambientale, che si traduce nella possibilità di effettuare lanci anche in zone immediatamente limitrofe ad agglomerati urbani senza nessun rischio.

Il volo del drone per il lancio delle capsule deve essere di poco anticipato rispetto al periodo solitamente dedicato ai trattamenti chimici, in quanto le uova di Thricogramma dovranno avere il tempo di schiudersi e di andare a parassitizzare quelle della piralide.

 

LIMITI AL VOLO

La normativa sull'uso dei droni è in continua evoluzione e ad oggi esistono aree dove il volo non è concesso (ad esempio alcuni km di fascia di rispetto dagli aeroporti) pertanto bisognerà tenere conto di questo aspetto nel caso si vogliano prevedere dei lanci.

In conclusione, la sostenibilità del trattamento effettuato con il drone porta vantaggi non trascurabili sotto diversi aspetti: tecnologie che fino a pochi anni fa venivano considerate molto lontane dalla realtà agricola, oggi sono pronte ad accompagnare il nostro settore verso un futuro sempre più vicino.


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