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Il periodo di transizione per la vacca da latte

Il periodo di transizione per la vacca da latte (da 3 settimane prima del parto a 3 settimane dopo il parto circa) è sicuramente il periodo più critico che la vacca affronta nella sua permanenza in stalla. Questo periodo è associato ad una complessa serie di "modificazioni" endocrine e metaboliche che iniziano un mese dal parto circa e continuano fino ad un mese circa dopo.

 

Questi cambiamenti dei processi fisiologici hanno un grande impatto sullo stato nutrizionale, metabolico immunitario e di conseguenza sullo stato di salute della bovina da latte, infatti le patologie del post-parto sono molto correlate alle variazioni dell'assunzione del cibo e della funzione immunitaria nelle settimane prima del parto (Leblanc et. all., 2006).
Alcuni dati che spiegano meglio la situazione: il 75 % delle patologie totali delle bovine da latte (collassi puerperali, ritenzioni di placenta, metriti, dislocazioni dell'abomaso, chetosi, mastiti, etc.) si manifestano nel primo mese di lattazione con notevoli perdite in produzione di latte, così come il 25 % (il 13 % nel primo mese) delle riforme totali avviene nei primi 60 gg dopo il parto (Apa Bergamo).


vacche in transizione



Il periodo di transizione comprende 2 differenti ed importanti fasi disposte in maniera simmetrica attorno al parto:
a) la fase finale dell'asciutta o close-up
b) il primo periodo della nuova lattazione.


Qual è la sequenza degli eventi:

  • fase terminale della gestazione con la variazione degli assetti ormonali
  • il parto
  • l'inizio lattazione
  • le modifiche inerenti l'ingestione degli alimenti e la formulazione della dieta
  • le perdite delle riserve corporee (grasso e muscolo)
  • l'involuzione uterina e la ripresa del ciclo ovarico

Le modalità con cui gli animali saranno trattati in questo periodo di tempo, possono provocare importanti conseguenze sulla salute delle bovine al parto e sulla successiva ripresa ed evoluzione del ciclo riproduttivo.


Ambiente, gestione ed alimentazione sono le chiavi del successo del periodo di transizione.
I fattori in gioco sono molteplici e tutti di grande rilevanza, per cui è fondamentale un approccio globale che comprenda non solo l'impostazione alimentare ma anche fattori di enorme importanza quali il benessere animale, la gestione aziendale e la sanità animale.
Un corretto approccio gestionale deve porsi come obiettivi da un lato la riduzione al minimo dei fattori ambientali ed alimentari connessi alla insorgenza di patologie e dall'altro intervenire tempestivamente sulla eventuale evoluzione delle stesse anche servendosi di innovativi sistemi elettronici di osservazione/controllo quali il monitoraggio della ruminazione (Heatime HR®), in grado di segnalare precocemente l'eventuale insorgenza di patologie e di monitorare il successivo recupero della bovine.

Al riguardo i programmi alimentari, dobbiamo essere coscienti che l'alimentazione da sola, anche se corretta, non è in grado di garantire un protocollo della transizione di buona riuscita.
Un aspetto tenuto poco in considerazione è la dislocazione nell'azienda dei box del close-up/parto e delle vacche fresche: importante siano localizzati in zona di frequente transito del personale di stalla, ampi, ben ventilati, di facile accesso al personale ma anche ai mezzi meccanici oltre che di facile movimentazione alla/dalla sala mungitura (vacche fresche)


In merito al benessere animale, tre sono i punti principali da tenere in considerazione:

  • sovraffollamento
  • raffrescamento
  • pulizia, disponibilità di spazio, strutture

vacche in transizione


Sovraffollamento
Lo stress nella vacca ed ancora di più nella manza nel pre e post parto collegato al sovraffollamento, può generare problemi tali da mandare a fondo anche la migliore razione alimentare o il miglior protocollo post-parto esistente.
La creazione di aree apposite per i due periodi collegati al parto, studiate preventivamente per adeguare gli spazi ai momenti di maggiore concentrazione dei parti, è molto importante anche nell'ottica di poter garantire un sufficiente turnover del gruppo, minimizzando i problemi sociali che possono risultare dallo spostamento delle bovine.

 

Raffrescamento-stress da caldo
Le vacche in transizione soffrono moltissimo le alte temperature e l'umidità, riducendo di conseguenza in maniera importante l'ingestione soprattutto nel pre-parto.
Le conseguenze sono gli ingenti danni produttivi e riproduttivi nelle lattazioni successive oltre all'influenza sullo sviluppo del feto tale da condizionare le future prestazioni produttive di questo.
L'utilizzo di sistemi di raffrescamento (ventole, ventilatori e doccette) vanno previsti anche per l'asciutta ed a maggior ragione per le vacche nel close-up, box parto e nel gruppo delle freschissime.
E' importante che l'installazione di queste attrezzature (ventilatori) sia nella zona di riposo (cuccette, lettiera), altrimenti le bovine stazioneranno davanti alla mangiatoia per ore senza alimentarsi, favorendo così le patologie degli arti e del piede.
Inoltre, durante la stagione calda, bisognerà programmare lo spegnimento a notte inoltrata in quanto gli animali raggiungono la loro massima temperatura corporea interna verso mezzanotte.

 


vacche in transizione


Pulizia - Strutture
Le strutture, dato che nel periodo di transizione il sistema immunitario risulta depresso, devono essere in grado non solo di mettere gli animali a loro agio ma anche di mantenere bassa la carica microbica ambientale.
E' importantissimo avere una lettiera comoda, asciutta e pulita per animali esposti al rischio infezioni, mantenendola correttamente attraverso la rimozione quasi quotidiana delle feci con l'aggiunta di lettiera fresca, tale da garantire un travaglio sicuro ed il rispetto delle norme igieniche basilari durante il parto.

Il consiglio è di disporre di almeno 10-15 mq di spazio lettiera per animale o almeno una cuccetta per animale presente.
Da non dimenticare lo spazio in mangiatoia o il rapporto n° animali/n° di catture tale da poter permettere agli stessi di assumere gli alimenti "liberamente" durante l'intera giornata: 1 mt lineare di mangiatoia o max 80 % del n° animali sul n° delle catture.

 

Dal punto di vista della gestione aziendale è importante monitorare i punti critici per poi intervenire in maniera mirata e/o correggere le decisioni prese precedentemente.


Gestione dei gruppi e delle razioni
Ogni spostamento di gruppo provoca nell'animale uno stress prolungato (3-5 gg) dovuto all'impatto sociale. In vicinanza del parto i diversi spostamenti hanno un effetto additivo con conseguente diminuzione del tempo di riposo di questi animali fino al 40 % (The Manager, 2006), tale da compromettere qualsiasi nostra buona intenzione.
Gli effetti sono minori se si spostano gli animali in gruppo anziché individualmente, di sera rispetto alla mattina e sono superiori nelle manze rispetto alle vacche.


La composizione dei gruppi va discussa in funzione dei numeri degli animali presenti in stalla e della organizzazione degli spazi, in quanto è molto importante la semplicità dell'impostazione alimentare e la sua ripetibilità nel tempo.
Nelle stalle medio-piccole (150 capi) l'eccessivo frazionamento dei gruppi aumenta in modo esponenziale la possibilità di errori, per cui a volte può funzionare meglio un gruppo unico alimentare di asciutta (senza close-up) che due gruppi alimentari (con il close-up)
Di fondamentale importanza in questi gruppi è il monitoraggio dell'ingestione in sostanza secca, un dato molto prezioso per poter regolare al meglio i livelli di energia della razione, inserendo i foraggi più adatti, sani e grossolani, permettendoci così di conoscere anche il valore assoluto dell'energia ingerita dalle bovine.
L'ingestione di sostanza secca può diminuire del 10-30% nelle ultime 3 settimane di gravidanza nonostante le esigenze nutritive per lo sviluppo fisico del feto (500 gr al giorno), la produzione del colostro siano al più alto livello. Nello stesso tempo si innescano i normali processi immunitari che porteranno successivamente all'espulsione della placenta.


La ridotta ingestione di sostanza secca alla fine dell'asciutta e nelle prime settimane di lattazione non permette alla bovina di soddisfare i propri bisogni energetici solo con la dieta, ma stimola l'organismo ad utilizzare le riserve lipidiche e muscolari per produrre glucosio.
La mobilizzazione degli acidi grassi a lunga catena dalle riserve lipidiche in forma di NEFA, rappresentano la più importante fonte di energia per la bovina durante le prime settimane di lattazione.
I Nefa presenti in circolo vengono poi metabolizzati nel fegato, situazione che da fisiologica può diventare patologica a seconda del livello dei Nefa circolanti e della capacità di captazione degli stessi da parte del fegato.
L'accumulo di grassi nelle cellule epatiche condiziona negativamente la loro attività metabolica.
Il mantenimento di una ottimale funzionalità epatica durante il periodo di transizione è fondamentale per la salute e le performances della bovina durante la lattazione.


Metabolismo minerale del calcio
Il collasso puerperale e l'ipocalcemia subclinica sono i disturbi più importanti che colpiscono le bovine in transizione.
L'inizio della lattazione porta ad una notevole richiesta di calcio per la produzione prima del colostro e successivamente del latte.
Le concentrazioni ematiche del calcio con la montata lattea iniziano a scendere ed in risposta all'abbassamento della calcemia, l'organismo mette in atto una risposta ormonale volta a riportare il calcio intorno ai valori fisiologici, mediata dal paratormone (PTH) e dalla vitamina D.


Perché abbia inizio l'assorbimento di calcio a livello intestinale serve del tempo ed è in questo periodo che compare la sintomatologia clinica e subclinica dell'ipocalcemia.
L'insorgenza di queste patologie sono in stretta correlazione con l'aumento di incidenza di parto languido (acidosi respiratoria nel vitello), ritenzione di placenta, distocie, endometriti, prolasso dell'utero, lenta involuzione uterina, ritardo della prima ovulazione, chetosi, dislocazione dell'abomaso e mastiti.
L'ipocalcemia subclinica è anche connessa ad una riduzione della motilità gastrointestinale a cui ne consegue una riduzione della capacità di ingestione.


vacche in transizione



Immunosoppressione
La riduzione della capacità immunitaria collegata al periodo di transizione è alla base della maggiore incidenza di alcune patologie, in particolare metriti e mastiti. Questa riduzione nella attivazione delle risposte immunitarie è da collegarsi a diversi fattori, soprattutto di origine alimentare (integrazione vitaminico-minerale, bilancio energetico negativo e carenza di proteina metabolizzabile).


I possibili approcci alimentari

a) controllare i minerali della dieta in asciutta e close-up
 - testare i foraggi per il contenuto in potassio e somministrare alle bovine quelli a più basso tenore
 - correggere l'apporto in magnesio nella dieta
 - corretti apporti in selenio, iodio, zinco e rame
 - i sali anionici, qualora non si riesca a controllare il bilancio anioni-cationi attraverso gli alimenti a disposizione.


b) Uso di probiotici (lieviti) per attivare le fermentazioni ruminali
 - Rimodulo Excellence
- Lievivi Phyto
- Lieviman Phyto


c) Additivi per contrastare la chetosi e la steatosi, per favorire i processi digestivi
 - Glicole propilenico - KetOteK
 - Vitamina PP - Bi.Star Immunity Advance
 - I tamponi ruminali (nel post-parto)
 - Silimarina: forte azione antiossidante-anti-infiammatoria in grado di stimolare l'attivazione e la rigenerazione del tessuto epatico. E' stato dimostrata l'efficacia nell'incrementare la produttività delle bovine ad inizio lattazione - Rumensyl Immunity
 - Colina ruminoprotetta: ruolo fondamentale nella formazione delle lipoproteine la cui funzione è quella di rimuovere i grassi accumulati nel fegato riducendo in alcuni casi gli effetti della steatosi - Epatovit Forte

d) Aminoacidi ruminoprotetti

e) Isomeri dell'acido linoleico ruminoprotetti (CLA): ripartitori energetici - Optistart 250

f) Acidi grassi Omega 3


CONDIVIDI:

S.I.V.A.M. Società Italiana Veterinaria Agricola Milano S.P.A. - via 25 Aprile, 4 26841 Casalpusterlengo (LO)
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