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Una buona vitella si costruisce dal colostro

Ma quanto ne sappiamo sul colostro?

Esistono fattori in grado di influenzarne la qualità?

Se sì, quali? In modo positivo o negativo?

 

In occasione dell'ultimo convegno del progetto Dairy Farm, svoltosi al Parco Tecnologico Padano il 12 Ottobre 2015, SIVAM ha presentato i risultati di un sondaggio condotto intervistando varie aziende del settore in merito alla qualità del colostro (intesa come concentrazione di IgG, IgM, IgA) attraverso 5 domande.

 

qualita_per_il_vitello

 

 

Sono tutti concordi nell'affermare che il colostro cambia in termini di concentrazione di Ig tra vacche primipare e pluripare a favore di queste ultime e che la qualità stessa del colostro può essere influenzata negativamente dalla presenza di diverse patologie (malattie infettive, podali, mastiti, etc).

 

Si rilevano invece risposte contrastanti in merito al fattore stagionale.

Secondo la maggior parte degli intervistati, il colostro subirebbe variazioni stagionali e nella fattispecie esso sarebbe migliore in primavera e pessimo durante lestate.

 

Appare chiaro comunque, che indipendentemente dalla stagionalità e dall'ordine di parto, l'allevatore, l'alimentarista ed il veterinario possano intervenire al fine di garantire una buona qualità del colostro attraverso soluzioni manageriali e nutrizionali.

 

È opportuno quindi applicare piani vaccinali adeguati e, dal punto di vista manageriale, ridurre al minimo i fattori stressanti durante la fase di asciutta.

L'alimentazione gioca un ruolo non secondario, potendo anch'essa contribuire a mantenere il sistema immunitario della vacca in asciutta efficiente e rispondendo ai fabbisogni per sostenere il periodo di transizione, supportando le bovine nel contrastare gli eventi stressogeni che si concentrano in questa fase così delicata.

 

Infine, l'allevatore può realizzare una banca del colostro, che gli permetterà anche nei momenti più sfavorevoli di somministrare alle proprie vitelle un prodotto di qualità, precedentemente testato grazie a semplici analisi di laboratorio o di campo.

 

E' ormai risaputo che una buona colostratura influisce in modo determinante sulla sanità e quindi sulla crescita della vitella.

Altrettanto importante è la costituzione di una banca del colostro da cui si può attingere nel caso in cui non si abbia a disposizione un prodotto di buona qualità.

 

La domanda quindi è: siamo in grado di misurare la qualità del colostro per prendere decisioni che risultano determinanti per la nostra vitella?

Uno strumento semplice e economico che ci può aiutare è il colostrometro.

 

Questo non è altro che un densimetro che ci può dare un indicazione di massima sulla qualità del campione testato.

L'informazione che lo strumento restituisce è:

  • galleggiante sul verde = buon colostro
  • galleggiante sul giallo = colostro medio
  • galleggiante sul rosso = colostro scarso.

colostrometro

 

Uno strumento molto più preciso ma sempre di facile impiego è il rifrattrometro che restituisce un dato in %Brix.

 

rifrattometro

 

Analizzando due gocce di colostro siamo in grado di ottenere, in tempo reale, un dato preciso sulla qualità del colostro che vogliamo utilizzare:

 

colostro

Colostro sotto il 20 quindi di scarsa qualità

 

 

colostro

Colostro sopra il 26 quindi di ottima qualità.

 

Concludendo: la misurazione del colostro ci permette di decidere se somministrare il colostro alla vitella, se congelarlo poiché di ottima qualità oppure se non utilizzarlo del tutto.

Se mediamente il colostro delle nostre vitelle non è di buona qualità ecco quali accorgimenti possiamo prendere: 

  • Utilizzare preferibilmente il colostro di vacche pluripare 
  • Vaccinare le vacche
  • Alimentare e integrare in modo mirato le vacche in asciutta
  • Utilizzare preferibilmente il colostro di vacche che in lattazione non hanno avuto patologie
  • Congelare preferibilmente il colostro primaverile rispetto a quello estivo

(Giosuè Casati e Monica Miravalle - ASA Zootecnia Sivam)


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