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Sivam adotta un drone per la lotta contro la piralide del mais

Un drone elettrico distribuisce Trichogramma per combattere la piralide

Nel mese di luglio è stata svolta una sperimentazione su alcuni campi di mais di Sivam per testare una particolare modalità di lotta alla piralide: l’impiego di Trichogramma distribuito tramite un drone elettrico.

 

La lotta viene effettuata utilizzando l'imenottero parassitoide Trichogramma brassicae, un insetto oofago, che neutralizza le uova delle piralide.

Si tratta di insetti già presenti in natura, ma non in misura sufficiente a contrastare la piralide del mais.

 

 

Come funziona?

Le uova di Trichogramma brassicae vengono confezionate in capsule di cellulosa biodegradabili, facilmente distribuibili attraverso un distributore automatizzato e montato sul drone.

Con un volo effettuato a pochi metri sopra l'apice della pianta, grazie al drone e ad un particolare distributore meccanico viene rilasciata la capsula.

Nel giro di 15-20 giorni si sviluppa l'insetto parassitoide per la lotta biologica. Gli adulti di Trichogramma hanno dimensioni di circa 0,4 - 0,5 mm: si tratta di un parassitoide di l'epidotteri e ha come bersagli preferenziali la nottua del cavolo, la nottua gialla e la piralide del mais e del peperone.

 

In termini di ciclo biologico, le femmine adulte di Trichogramma brassicae depongono le proprie uova all'interno delle uova di piralide e le larvette in circa venti giorni schiuderanno e si nutriranno delle larve in via di formazione del lepidottero stesso.

Molto prolifico, l'imenottero è in grado di compiere fino a dieci generazioni all'anno.

 

La sperimentazione di Trichogramma è stata fatta, inizialmente, distribuendo gli insetti manualmente: questo fino all'avvento del drone, il quale sfrutta le coordinate geo-satellitari dei terreni e consente una distribuzione rapida e precisa delle capsule.

La dimensione del drone utilizzato è di un metro per un metro, e, per legge, deve essere teleguidato da un pilota diplomato Enac.

Il drone è definito tecnologia autentica, perché non dà emissioni di CO2: è infatti alimentato a batteria ricaricabile.

 

In campo il drone per il contrasto biologico alla piralide effettua passaggi aerei ogni 10 metri circa, seguendo una traiettoria a reticolo definita dal pilota tramite GPS.

 

Quale è il periodo ottimale per il trattamento?

La piralide sviluppa fino a tre generazioni e, con la lotta biologica, si riesce a coprire il periodo che va da inizio luglio a fine agosto.

I risultati, ma anche i costi, sono di poco superiori ai trattamenti chimici, col vantaggio che la distribuzione può avvenire anche se i terreni sono bagnati (in questo caso ad esempio il trampolo non potrebbe entrare in campo) e senza creare alcun danno fisico al mais, ma soprattutto si tratta di impatto zero sul versante ambientale.

 

Il volo del drone per il lancio delle capsule deve essere anticipato rispetto al periodo solitamente dedicato ai trattamenti chimici, in quanto le uova di Thricogramma dovranno avere il tempo di schiudersi e di andare a parassitizzare quelle della piralide: indicativamente il periodo ottimale è quello che va da inizio luglio fino alla metà del mese.

 

Ci sono limiti al volo?

La normativa sull'uso dei droni è in continua evoluzione e ad oggi esistono aree dove il volo non è concesso (ad esempio 10 km di fascia di rispetto dagli aeroporti) pertanto bisognerà tenere conto di questo aspetto nel caso si vogliano prevedere dei lanci.

 

RISULTATI DELLA SPERIMENTAZIONE

La sperimentazione svolta da SIVAM questanno ha la finalità di definire le reali potenzialità del trattamento effettuato a mezzo del drone: alcuni limiti dati dalla ridotta autonomia delle batterie della macchina saranno superati nel 2016, quando verrà adottato per l'impiego un drone aggiuntivo con motore a scoppio, che garantirà un'autonomia di volo decisamente più ampia, una capacità di carico maggiore e darà pertanto la possibilità di intervenire su superfici decisamente ampie.

 

In conclusione, la sostenibilità del trattamento effettuato con il drone porta vantaggi non trascurabili sotto diversi aspetti: tecnologie che fino a pochi anni fa venivano considerate molto lontane dalla realtà agricola, oggi sono pronte ad accompagnare il nostro settore verso un futuro sempre più vicino.


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