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Micotossine: come limitarle con Lalsil

Le micotossine sono una problematica ricorrente degli ultimi anni.

Infatti, a seconda delle condizioni climatiche, diverse tipologie di queste tossine (vomitossine, aflatossine, ecc.) possono essere rilevate negli alimenti.

 

Le micotossine sono metaboliti secondari prodotti dai funghi, che possono avere effetti negativi sulla salute dell'uomo e degli animali.

 

I principali funghi micotossigeni appartengono alle specie dei generi Fusarium, Aspergillus e Penicillum.

Essi possono contaminare le colture, e di conseguenza produrre micotossine, sia sulle piante in campo, sia durante la raccolta, il trasporto e lo stoccaggio.

 

La contaminazione da parte di micotossine riguarda soprattutto gli insilati di mais, tuttavia è stata rilevata la loro presenza anche in alcuni insilati di foraggere. Poiché la maggior parte delle muffe sono microrganismi aerobi obbligati, il loro sviluppo nella massa insilata è favorito dalla presenza di ossigeno.

 

silage_school

 

Utilizzare le corrette pratiche d'insilamento, assicurando un compattamento adeguato della massa insilata ed una chiusura ermetica della trincea, è essenziale per limitare la presenza di aria e di conseguenza ridurre lo sviluppo di questi microrganismi.

 

Per questi motivi diventa fondamentale l'utilizzo di Lactobacillus buchneri (NCIMB 40788). Infatti, questo batterio è in grado di convertire l'acido lattico in acido acetico e propionico.

 

Questi due acidi sono agenti antifermentativi, che limitano lo sviluppo di lieviti e muffe e sono in grado di garantire la stabilità aerobica della trincea alla riapertura, quando l'insilato è riesposto all'ossigeno.

 

La conferma ci arriva da uno studio svolto dall'IRTA in 28 allevamenti Spagnoli, dove è stato dimostrato che gli insilati trattati con Lalsil Fresh, rispetto agli insilati non trattati, contengono una quantità significativamente inferiore di funghi e minor contaminazione da aflatossine e zearalenone.


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