• News & Eventi
    • 2019
    • 2018
    • 2017
    • 2016
    • 2015
    • 2014
    • 2013
    • 2012
    • 2011
  • I nostri depliant
  • I nostri video
  • Approfondimenti
  • Rassegna stampa
    • 2019
    • 2018
    • 2014
    • 2013
    • 2012
    • 2011
    • 2010
    • 2009
    • 2008
Home > News & Approfondimenti > Approfondimenti

Rilevazione dei calori e monitoraggio della ruminazione nel periodo estivo

Con l’avvicinarsi della stagione dei “grandi caldi”, occorre spendere qualche parola su come la stagione estiva, con le temperature elevate e l’umidità che la caratterizzano, influenzi il benessere e la gestione negli allevamenti di bovine da latte.

 

In presenza di condizioni di temperatura ed umidità relativa elevate, l'animale deve diminuire la produzione di energia endogena e aumentarne la dissipazione. Per fare ciò mette in atto comportamenti e risposte fisiologiche per adattarsi al disagio ambientale: aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, vasodilatazione periferica, ridotta attività fisica e ridotta ingestione di alimento.

 

La zona di comfort termico per la bovina da latte è compresa tra -5°C e +24° C. Tale finestra varia in ragione dello stadio produttivo in cui si trova l'animale.

Ad esempio, una bovina in lattazione presenta maggiore tolleranza alle temperature fredde (fino a -15°C), ma è molto più suscettibile allo stress da caldo (20°C), per l'elevato metabolismo e la produzione di calore endogena che ne consegue. Non per questo però bisogna trascurare gli animali nelle altre fasi della produzione (manze ed asciutte).

 

Per quanto riguarda gli animali in asciutta, il periodo di transizione è un momento molto delicato, in cui si assiste a modificazioni metaboliche ed ormonali che costituiscono già di per sé un momento stressante per l'animale. Spesso associato anche a cambiamenti di gruppo, ambiente ed alimentazione. Una bovina che vive la fase di asciutta e transizione in questo periodo dell'anno dovrà essere anch'essa protetta dallo stress da caldo, attraverso meccanismi di raffrescamento e ventilazione.

 

In un animale gravido, le elevate temperature ambientali, comportano modificazioni delle funzioni organiche tali da ridurre l'apporto di ossigeno e nutrienti al feto (che proprio nell'ultimo periodo di gestazione vede il suo momento di massimo sviluppo). Infatti, vitelli figli di vacche che hanno fatto l'asciutta col caldo, avranno un peso inferiore alla nascita.

 

Negli animali in lattazione il calo di ingestione esacerba il bilancio energetico negativo che si verifica all'inizio della lattazione, con aumentata lipomobilizzazione, presenza di acidi grassi non esterificati (NEFA) in circolo, ri-esterificazione degli stessi e loro stoccaggio nel fegato (steatosi epatica), rischio di chetosi (corpi chetonici in sangue, latte, urine e nell'aria espirata). L'animale cerca di limitare le perdite di liquidi attraverso urine e feci, ed aumentando l'assunzione di acqua (fino a 200 L/die!). Questo comporta una diluizione del liquido ruminale con impatto negativo sulla microflora ruminale, ridotta produzione di AGV e di proteine di origine microbica. A causa della aumentata eliminazione di bicarbonati con le urine e per diminuzione delleffetto tampone della saliva, ricca in bicarbonato, a causa della scialorrea, può instaurarsi una acidosi ruminale acuta o sub-acuta (SARA). Ad essa possono fare seguito patologie podali e non solo. (LAMINITE, DISLOCAZIONE).

 

Nei mesi estivi si osserva un calo della produzione di latte in termini qualitativi e quantitativi: il tenore in grasso e proteine diminuisce, mentre aumentano le cellule somatiche ed i batteri contenuti nel latte. 

 

Centralina SCR

 

 

Centralina SCR

Progest

 

Il sistema di rilevazione dei calori e di monitoraggio della ruminazione, che SIVAM commercializza in esclusiva in tutta Italia, rappresenta un valido aiuto per la gestione dell'azienda e delle varie fasi produttive in cui si trovano gli animali.

 

Slide

 

Senza contare che il 70% dei calori si manifesta maggiormente tra le 18 e le 6 am .

 

La rilevazione dei calori durante il periodo estivo è da sempre un problema, in quanto gli animali tendono già a ridurre gli sforzi fisici durante il giorno. Come conseguenza della mancata rilevazione dei calori, osserviamo un ritardo nella fecondazione che si traduce in maggior numero di giorni di lattazione, allungamento dell'interparto e, per quanto riguarda la manza, il prolungamento della fase improduttiva della sua vita. Lo stress da caldo determina riduzione della ruminazione, della perfusione della mucosa ruminale e della motilità prestomacale ed intestinale.

 

Il primo effetto di un elevato THI (indice termo-igrometrico, calcolato considerando la temperatura ambientale e l'umidità relativa) è la depressione del tempo di ruminazione (rumination time) (Moallem et al. 2010). In base ad uno lavoro pubblicato nel 2013 da Soriani et al., il tempo di ruminazione (in minuti) può essere utilizzato come marker di heat stress. Dallo studio sopraccitato emerge come, in una stalla di vacche da latte in provincia di Piacenza, durante il periodo estivo e per la durata dello studio, il 63.2% della ruminazione giornaliera avveniva durante la notte.

 

 

Soriani et Al

Leffetto negativo del massimo THI giornaliero registrato si riflette soprattutto sui minuti di ruminazione diurna. Ciò ha portato ad una riduzione del rapporto tra ruminazione diurna e notturna, allaumentare del THI. Il tempo di ruminazione e lingestione di sostanza secca risultano negativamente correlati al THI.  

 

 

Grazie al monitoraggio della ruminazione, è possibile evidenziare i cali di ruminazione, in termini di valore assoluto di minuti di ruminazione, o le variazioni di quest'ultima ed intervenire precocemente. Il sistema permette la creazione di gruppi, anche solo virtuali, per poter valutare la ruminazione di gruppo in termini di variazioni ed in media di minuti di ruminazione, paragonandola anche all'intera mandria monitorata.

 

Centralina SCR

 

Nel grafico proposto (Heatime® PRO), si può apprezzare l'omogeneità dei minuti di ruminazione nel contesto della fase di lattazione. Lo strumento è utile anche per valutare la risposta degli animali ad eventuali cambi nella composizione della razione. L'allevatore, sfruttando i benefici derivanti dall'utilizzo degli strumenti innovativi e degli additivi tecnologici proposti dal Sistema RuminARTE®, può contrastare efficacemente gli effetti negativi della calura estiva, salvaguardando il benessere delle bovine ed il proprio profitto.

 

 

(Monica Miravalle & Piero Pasquale - Sivam Spa)


CONDIVIDI:

S.I.V.A.M. Societą Italiana Veterinaria Agricola Milano S.P.A. - via 25 Aprile, 4 26841 Casalpusterlengo (LO)
iscrizione camera di commercio di Lodi - R.E.A. N° LO-1087361 - P.Iva 06290050159 - sivam@pec.sivamspa.it - info@sivamspa.it