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MAIS, torniamo in campo!

E' in atto una fase molto delicata e complessa nella crescita della pianta

Terminate la maggior parte delle semine stiamo ora assistendo all’emergenza di mais. La giovane pianta distende le prime foglie dando il via alla “macchina fotosintetica” per catturare l’energia del sole e trasformarla in tessuti e sostanze di riserva.

 

Dopo la prima fase dellemergenza la crescita della pianta procede sempre a maggior velocità mano a mano che aumentano i tessuti fotosintetizzanti e le radici in grado di raccogliere acqua e sali minerali dal terreno.

È questo un momento critico in cui bisogna tornare in campo per diverse ragioni:

  1. verificare che la maggior parte dei semi abbiano dato origine a piante sane e forti
  2. controllare che non ci siano in atto attacchi da parte di insetti come i temutissimi elateridi o di altre malattie principalmente funginee.

 

IL FERRETTO

 

ferretto

 

Ferreto o elateride, il nome scientifico del genere è Agriotes a cui appartengono diverse specie dannose. La forma larvale dellinsetto è di color ruggine da qui il nome ferretto. Queste larve attaccano il mais sin dai primi stadi della germinazione sino allo stadio di 4°-5° foglia, attirati dalle emissioni di anidride carbonica emessa dalle radici. La miglior difesa verso questo parassita si avvale della distribuzione alla semina di un opportuno insetticida. Da questanno è stato possibile confettare il seme di mais con linsetticida potendo così tralasciare la distribuzione nel solco di semina con il microgranulatore. Quando però, la primavera umida e un inverno mite aumentano molto la popolazione larvale possiamo avere danni anche su terreni trattati, anche se questi danni sono molto minori rispetto ad appezzamenti non trattati. Le larve rodono la piantina appena sotto il livello del suolo portando dapprima ad un appassimento della foglia centrale sino alla morte dellintera pianta.

 

 

DIABROTICA

 

diabrotica          diabrotica          diabrotica

 

La diabrotica (diabrotica virginifera virginifera), giunto in Italia allinizio degli anni 2000 è ormai ritenuto presente sull80% del territorio italiano. Da febbraio 2014 a livello europeo si è giunti alla conclusione che con la DIABROTICA bisogna imparare a convivere, non cè modo di bloccarla con misure restrittive e di quarantena. Tra i sistemi indicati nelle RACCOMANDAZIONI UE vi è al primo posto la rotazione (ad esempio sostituendo al mais il sorgo almeno ogni 3 anni) ma è indicato anche lutilizzo di trattamenti chimici. Le piccole larve della diabrotica danneggiano le radici del mais mentre gli adulti si nutrono delle foglie e della spiga impedendone limpollinazione. Le larve compaiono dalla metà di maggio e proseguono la loro opera sulle radici sino a tutto luglio. Un forte attacco di larve può arrivare ad uccidere la giovane piantina o indebolendo lapparato radicale della pianta in crescita veloce porta allallettamento di interi campi. La lotta alla diabrotica si può attuare anche alla semina con lutilizzo dei geodisinfestanti, in questo caso è necessario utilizzare dosi più alte rispetto a quelle usate per la lotta agli elateridi per coprire il più lungo periodo di attività dellinsetto.

 

 

MARCIUMI DEL SEME E DELLA GIOVANE PLANTULA

 

pynthium

 

Il seme di mais una volta seminato può rimanere nel terreno anche più di un mese prima di completare la germinazione. Basse temperature e piogge elevate possono, soprattutto nei terreni più compatti e meno drenanti, aumentare lazione patogena di diversi funghi quali Pythium. Il seme attaccato non germina e lo possiamo ritrovare nel terreno, imbibito (gonfio dacqua) con presenza di marciumi e muffe. Sulla giovane pianta lattacco fungineo porta allinscurimento del fusticino con comparsa di zone molli e, in alcuni casi, muffe di diverso colore. È proprio il diverso colore delle muffe (il micelio del fungo) che possono portare allidentificazione, anche se non con certezza, del fungo patogeno responsabile dellattacco.

  • Muffa rada e biancastra -- Pythium Muffa verdastra
  • Pennicilium Muffa bianco rossastra -- Fusarium
  • Muffa grigiastra -- diplodia

MARCIUMI DELLA PIANTA (0-4 foglie)

 

Lingiallimento della parte aerea della giovane pianta sino alla sua morte è spesso dovuta ad una serie di patogeni presenti nel terreno. In questi casi è necessario verificare la parte interrata della pianta alla ricerca di marciumi. Non è possibile stabilire dalla sola osservazione il tipo di patogeno presente, in questi casi potrebbero essere uno o più organismi quali funghi, batteri, insetti o nematodi.

 

CONCLUSIONI: mentre per gli attacchi di insetti si possono attuare azioni preventive mirate quali i trattamenti insetticidi alla semina o le rotazioni nel caso degli attacchi da funghi possiamo solo cercare di attuare le buone pratiche agronomiche quali una giusta profondità di semina, lavorazioni del terreno atte a ridurne la costipazione e migliorarne il drenaggio.

 

(Mauro Buda - ASA Sementi SIVAM SpA)


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