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La corretta gestione della fase di Asciutta e di Transizione

Approfondimenti e suggerimenti

Sempre più nell’Asciutta e nel periodo di Transizione è riconosciuto un ruolo primario per la successiva produzione di latte.

Infatti, una buona preparazione al parto permette di ottenere migliori performance produttive e di minimizzare le problematiche riproduttive, mammarie e podali.

La fase di Transizione, che dura da tre settimane prima a tre settimane dopo il parto, va distinta dalla fase di Asciutta in quanto gli animali hanno fabbisogni diversi.

 

In Asciutta la bovina ha un basso fabbisogno sia energetico che proteico mentre è importantissimo massimizzare l’ingombro del rumine con foraggi a fibra lunga per contrastare la diminuzione di spazio causata dall’accrescimento del feto.

 

In Transizione è importante ripristinare la condizione epatica dell’animale, infatti, è utile somministrare lieviti e vitamine del gruppo B per 15-20 gg dopo la messa in Asciutta. La qualità dei foraggi deve essere ineccepibile ovvero esenti da tossine, non devono contenere proteine solubili (insilati di leguminose) e azoto non proteico (nitrati da concimazioni, amine e azoto ammoniacale prodotte da eccessive fermentazioni), il tutto per evitare edema mammario, mastiti post-parto ecc.

Occorre prestare massima attenzione all’integrazione minerale per evitare collassi, chetosi e ritenzioni placentari; per quel che riguarda l’integrazione vitaminica in questa fase basta garantire 200.000 unità di vitamina A, 200 mg di Vitamina E e bassi apporti di Vitamina D3 (10.000 unità) legata al metabolismo del calcio.

 

Nella fase finale dell’Asciutta i fabbisogni sono molto più vicini a quelli dei capi in lattazione, fermo restando che è sempre necessario apportare foraggio lungo e ben strutturato che garantisce le condizioni necessarie a mantenere alto il volume del rumine e a poter ripristinare la capacità di ingestione dell’animale dopo il parto riducendo di fatto le dislocazioni abomasali, osservando sempre con la massima attenzione la ruminazione.

 

I fabbisogni energetici e proteici in Transizione, sono più alti della fase precedente per cui è necessaria la somministrazione di apportatori di energia quali glicole (200-500 ge/capo/gg per 20gg) e per quel che riguarda il fabbisogno proteico è consigliato l’utilizzo di proteine by-pass, che consentono di migliorare anche la funzionalità dell’apparato riproduttore. Inoltre, la vacca nelle prime settimane di lattazione perde 25-35 kg di tessuto muscolare, impiegando aminoacidi muscolari per produrre glucosio, per cui è necessario somministrare una razione ad elevato contenuto proteico prima del parto per aumentare le riserve muscolari e ciò farà evidenziare una diminuita incidenza di ritenzioni di placenta, chetosi, incremento di ingestione nel pre-parto, aumento di produzione nel post-parto. La fibra, che deve essere sempre ben strutturata, deve avere al contrario della fase precedente di asciutta, una buona digeribilità proprio per garantire l’adeguato apporto di energia e proteina e massimizzare l’ingestione. Considerando che in prossimità del parto si abbassano i livelli plasmatici di vitamina A – E, Selenio e Zinco, che testimoniano un deficit immunitario si ha necessità di aumentare i dosaggi, Vitamina A < 500.000 unità, Vitamina E 3.000-4.000mg, Selenio 5-10 mg/capo/gg, inoltre per contrastare la chetosi è utile la vitamina PP a dosaggi di 6.000 mg/capo/gg. E' inoltre utile la somministrazione di lieviti sia per ristabilire al meglio la microflora ruminale sia per tenere alta l’ingestione.

 

L’Asciutta non dovrebbe durare più di 60 giorni cercando di condizionare l’animale aumentando gradualmente la quota di concentrati con durata ottimale non superiore ne inferiore a 15-20 gg. Una pratica consueta e comoda, applicata dagli allevatori, è quella di somministrare agli animali in Transizione parte della razione da latte, in tal modo si corre il rischio di fornire agli animali una razione alcalogena mentre gli stessi avrebbero bisogno di una dieta neutra o al massimo acidogena, con carboidrati fermentescibili e proteine nobili che garantiscono un alto livello di glicemia plasmatica evitando l’insorgere di chetosi e riducendo il rischio di ridotta capacità di ingestione con conseguente bilancio energetico fortemente negativo che si ripercuote sulle performance riproduttive.

 

Gli animali nei primi giorni di lattazione dovrebbero essere alimentati in modo molto vicino a quello utilizzato nell’ultimo periodo di asciutta. Questo perché, anche se aumentano i fabbisogni, bisogna consentire al rumine di recuperare nel modo più veloce possibile le proprie caratteristiche sia volumetriche (foraggi grossolani-ingombro) sia funzionali, per ridurre lo stress legato al cambio di regime alimentare e all’introduzione in un gruppo con maggiore competitività. Un parametro per la gestione dell’Asciutta da tenere sotto controllo è senz’altro lo stato di ingrassamento degli animali; infatti, le migliori performance si hanno con un BCS pari a 3,75-4. In tale situazione l’animale ha più riserve energetiche a cui attingere per attenuare il bilancio energetico negativo della prima fase di Lattazione. Tali riserve però devono essere mobilizzate lentamente per evitare l’insorgere della chetosi scongiurabile attraverso l’utilizzo di glicole e Vitamina PP ma garantita dalla conservazione per tutto il periodo di Asciutta delle condizioni corporee di fine lattazione precedente anche se non fossero ottimali.

 

Il Cow Confort è un altro aspetto importantissimo nelle fasi di Asciutta e Transizione e tra i fattori chiave vanno sicuramente ricordati la disponibilità di un adeguato spazio in mangiatoia, la riduzione degli scontri gerarchici nel periparto, il provvedere un’adeguata zona di riposo e l’individuazione di animali problema o di un problema generalizzato nel gruppo di animali freschi.

 

Fattori chiave del cow confort Vantaggi relativi
Adeguato spazio in mangiatoia Tutti i capi si possono alimentare nello stesso momento (copertura fabbisogni).
Minimizzare i contrasti gerarchici Animali meno stressati, minore incidenza di lesioni , alimentazione in base ai fabbisogni.
Predisposizione adeguate strutture di riposo Rispetto dei fabbisogni di riposo, riduzione dello stress e dei problemi podali.
Individuazione animali problema o problema generalizzato nelle fresche Possibilità di attuare strategie alimentari per prevenire dismetabolie o intervenire con terapia su animali in difficoltà.
Assicurare una zona d’ombra agli animali in transizione Possibilità di riposo  senza aspetti gerarchici da parte di animali dominanti  su soggetti giovani malati o deboli.

 

Lo spazio ideale in mangiatoia dovrebbe essere di circa 77 cm per bovina in transizione da valutare nel periodo di 90 minuti dopo la somministrazione di alimento fresco. Il ragionamento va impostato non in base al numero delle catture presenti in relazione al numero degli animali, ma, piuttosto, in relazione alla lunghezza del fronte di alimentazione in funzione del numero di capi presenti.

Importantissimo nella Transizione è il dimensionamento degli ambienti in funzione dei parti e del numero degli animali. Molti autori illustri sostengono che si devono predisporre questi ambienti per un numero pari al 140% dei parti previsti evitando di fatto il sovraffollamento. Quando si effettuano spostamenti di animali in diversi gruppi si assiste ad interazioni a volte anche fisiche nel tentativo di stabilire delle gerarchie, per cui, anche l’introduzione di un singolo capo rimette in discussione la situazione. E’ consigliabile inserire in unica soluzione un gruppo di tre/quattro capi che abbiano già socializzato tra loro riducendo di fatto lo stress.


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